La Villa del Geologo

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La Villa del Geologo

Storia

Succede spesso nel mondo Urbex, di cercare le coordinate di un luogo abbandonato per mesi, tanto che per un po’ questo diventa il miraggio di molti, come il Santo Graal. 

Sui social compaiono gli scatti di qualche fortunato che è riuscito ad andarci e ci si domanda a chi mai sarà riuscito a carpire le informazioni. Poi all’improvviso qualcuno decide di svelare il segreto e si scatena l’assalto, con orde di assatanati che si fiondano sul posto come cavallette impazzite. 

A questo punto succede che negli abitanti della zona (spesso si tratta di paesini dove vivono poche anime) si crei un certo allarmismo: di punto in bianco vedono strana gente aggirarsi a ogni ora del giorno e della notte attorno alla tal dimora e, di conseguenza, allertano le forze dell’ordine, le quali a loro volta, informano i proprietari di quanto sta accadendo (sì perché, anche se certe case sono palesemente abbandonate, ricordiamoci che un proprietario esiste sempre).

Dopodichè il risultato è che più di qualcuno venga “beccato” con le mani nella marmellata. Questo è quello che è successo anche per “Il Palazzo del Geologo”, ma di esempi potrei farne molti altri. In questo caso però la differenza (che ad oggi definirei quasi unica), sta nel fatto che la proprietaria, stanca di essere chiamata in continuazione per le ripetute intrusioni, si sia resa disponibile a far visitare il palazzo su prenotazione (visitevillapellati@gmail.com). La sua intenzione sarebbe quella di riuscire a ristrutturarla e farne una casa museo.

Nicola Pellati

Nasce a Gamalero (Alessandria) il 20 aprile 1835. Nel 1859 conseguì la laurea in ingegneria e architettura civile all’Università di Torino; fu assunto nel Regio corpo delle miniere e in qualità di ispettore fu inviato nelle regioni metallurgiche di Stiria e Carinzia, in Austria, e presso la regione mineraria di Harz, in Germania. Dal 1868, fu direttore del distretto minerario di Agordo e docente di geologia e mineralogia presso il locale istituto minerario fino al 1871. Nel 1868 fondò la prima sezione dolomitica del Club alpino italiano. In seguito diresse il distretto minerario di Iglesias. Nel 1903 coordinò l’importante Studio geologico-minerario sui giacimenti di antracite delle Alpi occidentali italiane che raccoglie le memorie di sette tra i più illustri geologi e ingegneri minerari dell’epoca. Proseguì la sua attività in occasione del secondo Congresso internazionale di geologia, che si tenne a Bologna nel 1881. La carriera di Pellati nel Regio Corpo delle miniere fu particolarmente rapida, in virtù della sua ampia preparazione tecnico-scientifica; alla tragica morte di Giordano nel 1892, gli subentrò come direttore del Regio Ufficio geologico, allora sezione dello stesso corpo. Divenne quindi responsabile del progetto di realizzazione della Carta geologica d’Italia a cui partecipò attivamente, con lunghe e impegnative missioni. Fu il perfetto erede dei predecessori Quintino Sella e Giordano. Nell’ambito del secondo Congresso geografico italiano, che si tenne a Roma nel 1895, presentò una relazione sullo stato della cartografia. Nel 1904 pubblicò un’importante Contribuzione alla storia della cartografia geologica in Italia nella quale riportò con precisione il vasto patrimonio cartografico posseduto, fino a quel momento, dal Regio Ufficio geologico; quel documento rappresenta, ancora oggi, la più solida base per la ricostruzione della storia della cartografia nel nostro Paese, oltre che la base conoscitiva del patrimonio cartografico storico posseduto dall’attuale biblioteca dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Fu socio fondatore della Società geologica italiana, più volte consigliere e vicepresidente e, dalla sua nomina a presidente, nel 1900, operò al mantenimento di un’armonia di intenti e di cooperazione tra la Società e l’Ufficio geologico, finalizzata al comune obiettivo di realizzazione della Carta geologica del Regno. Ricevette importanti incarichi da parte del ministero dell’Agricoltura, da quelli dei Lavori pubblici e delle Finanze. Fu membro delle commissioni permanenti al ministero delle Finanze, al ministero dei Lavori pubblici, alla Commissione superiore metrica. Fu insignito della Gran croce della Corona d’Italia, della commenda dei Santi Maurizio e Lazzaro e della Legion d’onore francese. Non trascurò mai il suo obiettivo principale: la Carta geologica d’Italia, incoraggiando i suoi collaboratori a partecipare alle grandi Esposizioni universali (Parigi, 1900; St. Louis, 1904) dove i prodotti cartografici realizzati dall’Ufficio ottennero numerosi e importanti premi. Uomo dal comportamento austero e modesto, Pellati rimase attivo fino alla morte, avvenuta a Roma il 19 giugno 1907. (Fonte Treccani)

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